Cantiere Sociale Arcipelago Napoli

creare ponti per pensare una città diversa

Archive for Febbraio 2009

Buon lavoro e dintorni: come si potrebbe spendere (pubblico) e lavorare (privato) in trasparenza e compagnia

con 3 commenti



Prendendo spunto, non chiedetemi come, dalle ronde, e con una certa deformazione non solo professionale, mi è venuta un’idea da proporre per Napoli e sul lavoro: un investimento di spesa pubblica caratterizzato dalla trasparenza/presenza/sussidiarietà, e non altro. Assistito ma non assistenziale. Una specie di fabbrica senza la fabbrica, il contrario della fabbrica diffusa, una fabbrica d’assieme, per produzioni di comunità, ma anche oltre, di buon mercato, intelligenza, creatività e innovazione.

Molto semplice. Laboratori (non lab-oratori) sociali: centri attrezzati per lavorare, che raccolgono come associati quelle e quelli che per lavorare gli manca qualcosa, soprattutto luoghi, attrezzature, vicinanza a casa, tempo, relazioni sociali, raccomandazioni, registrazioni, autorizzazioni, piccole somme per iniziare, oppure mancano di tutte, o particolaril, competenze (e lì fare la benedetta formazione iniziale).

Ho provato a immaginare i dettagli, eccone alcuni….. qui

Written by cantieresocialenapoli

27 Febbraio 2009 alle 19:38

Pubblicato in cittadinanza attiva, lavoro

Buon lavoro e dintorni: come si potrebbe spendere (pubblico) e lavorare (privato) in trasparenza e compagnia

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Laboratori sociali

Format

Centri attrezzati per lavorare, che raccolgono come associati quelle e quelli che per lavorare gli manca qualcosa, soprattutto luoghi, attrezzature, vicinanza a casa, tempo, relazioni sociali, raccomandazioni, registrazioni, autorizzazioni, piccole somme per iniziare (giovani, donne, disoccupati, occupate con carichi speciali, cassintegrati, studenti, creativi etc…)

locali unici o contigui attrezzati per una capienza complessiva di circa 50 postazioni di lavoro, insediati in zone centrali di quartieri/municipalità facilmente raggiungibili e accessibili (con almeno un accesso principale fronte strada).

finanziamento in parte pubblico in parte affidato alla partecipazione e alla buona volontà di imprese e cittadini.

Ambiti di azione a scelta:

il telelavoro (con gli innumerevoli impieghi dell’informatica, telematica, multimedialità ecc) anche per chi un lavoro ce l’ha già o ce l’avrebbe se non fosse per la distanza e l’attrezzatura; l’artigianato di servizio (lavanderia stireria sartoria piccole riparazioni cura dell’estetica, cura del benessere ecc.); i servizi collettivi (cultura, informazione, comunicazioni, turismo, eventi, intermediazioni ecc).; altri servizi (lezioni, servizi di assistenza legale, amministrativa ecc.); le produzioni grafiche e artistiche (fotografia, musica, letteratura, poesia, canto, danza, arti visive, teatro, spettacolo etc.); le manifatture artigianali della moda – gastronomia – legno – ceramica – vetro – bijoutteria – carta (preferibilmente con riuso di materiali riciclati, salvo per la gastroniomia); l’rganizzazione in rete dei servizi a domicilio (escluso collaboratori domestici) per artigiani riparatori e manutentori, lezioni e didattica, assistenza-compagnia-accompanamento persone ecc.; la logistica e il supporto organizzativo di servizi collettivi di trasporto o territoriali (scuolabus, accompagnamenti, consegne, presidi, vigilanza ecc.).

Servizi

Nei laboratori ci sono (o possono esserci) anche i seguenti servizi:
Servizi di promozione, e-commerce. televendita, esposizione, vendita e servizi di assistenza – con il contributo volontario di imprese, ordini e collegi professionali, associazioni di rappresentanza imprenditoriale e sindacale, associalzioni sociali e culturali o di singoli cittadini;
Servizi di impiego. orientamento e formazione con il contributo volontario della rete delle agenzie private di somministrazione, intermediazione ecc.. di lavoro, delle agenzie formative, e con il contributo publico
Ci sono invece per forza:
Servizi di segreteria, tecnici e di supporto forniti da pubblica amministrazione (comune o altra)

Microcredito

I laboratori gestiscono un fondo di microcredito in favore degli associati per la concessione di piccoli prestiti eventualente necessari allo svolgimento delle attività, e in fase di uscita dal laboratorio.

Attrezzature

I laboratori sociali sono attrezzati con l’acquisto, l’affitto, l’acquisizione in dono o il riuso di impianti e strumenti organizzati in postazioni che ciascun utilizzatore può integrare con attrezzi propri occasionalmente o in modo permanente (con magazzini e depositi allestiti ad hoc). Le attrezzature acquistate o noleggiate con budget di risorse pubbliche sono individuate con manifestazioni di interesse degli associati in base al numeri di richieste; le altre attrezzature sono acquisite in dono o in riuso o con contributi e donazioni volontarie.

Postazioni

Ogni laboratorio ha la seguente tipologia di postazioni:
postazioni di telelavoro, informatiche, multimediali presenti in tutti i laboratori (possibile riuso di impianti dismessi);
postazioni di servizi in presenza (servizi prestati nella sede a singoli o gruppi di clienti)
postazioni di produzione (di manufatti, opere e altri servizi non in accolgienza)

Regole

Le postazioni sono in funzione a orario pieno dalle ore 6 alle ore 22 di tutti i giorni feriali e sono fruite da associati singoli o in gruppi a rotazione su prenotazione, con rotazioni scadenzate per max quattro ore al giorno e per max 15 giorni consecutivi, salvo che restino disponibili per assenza di richieste.

Ciascun associato può fruire gratuitamente dei servizi del laboratorio per non più di tre anni, scaduti i quali potrà continuare solo se dimostrerà di avere in corso un progetto di avvio lavoro o attività fuori dal laboratorio, per il tempo necessario a realizzarlo e comunque non superiore a sei mesi.

I servizi sono gratuiti e richiedono solo che i fruitori dichiarino fiscalmente e professionalmente la propria attività (un passo nella legalità e di lotta al sommerso).

Il laboratorio sociale, tramite l’adozione di un apposito regolamento e di specifici atti di regolamentazione per mestieri e professioni che ne richiedano l’adozione, si fa garante del rispetto da parte degli associati delle norme e dei vincoli fondamentali di deontologia delle singole professioni e dei mestieri. Il laboratorio garantisce che nell’ambiente comune di lavoro e da parte di ogni singolo associato sia rispettata la normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Al fine di favorire le contribuzioni fiscali, assicurative e previdenziali riguardanti le attività e le prestazioni svolte nei laboratori e i relativi proventi, chi è ammesso ad associarsi al laboratorio può pertanto, in qualità di associato, e sulla base dei requisiti eventualmente richiesti per l’esercizio delle attività, esercitare la propria attività a titolo personale, con iscrizione speciale (provvisoria e gratuita) al registro Iva e in deroga alle disposizioni relative alle iscrizioni ad albi e registri che abilitano all’esercizio di mestieri e professioni, nonchè con iscrizione senza oneri iniziali (ma versando i contributi però) ad Inps e Inail (liberalizzazione delle professioni).

L’ideale sarebbe che i laboratori fossero allocati in prossimità di altri luoghi collettivi come scuole, municipalità, mercati rionali, e in zone comunque centrali e facilmente raggiungibili dalla maggior parte dei residenti. E che fossero anche luoghi di aggreazione per il tempo libero e le attività cultrali e ricreative, e anche in questo caso l’ideale sarebbe che fossero dotati di servizi di ristorazione e intrattenimento.

Vi piace?

Written by cantieresocialenapoli

27 Febbraio 2009 alle 15:58

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Solidarnosh

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Ciro in tv, ciro escluso,
ciro giovane, ciro obsoleto,
ciro sposato, ciro solo,
ciro formato, ciro ignorante,
ciro intraprendente, ciro ingenuo,
ciro garantito, ciro sospeso,
ciro assistito, ciro povero,
ciro produttivo, ciro agitato,
ciro minaccioso, ciro impaurito,
ciro duro, ciro picchiato,
ciro europeo, ciro spiazzato,
ciro in Polonia, ciro scansato,
ciro orgoglioso, ciro meridionale,
ciro operaio, ciro sconsolato,
ciro utile, ciro fine.

la foto ritrae operai fiat di Pomigliano in piazza Colombo a Sanremo da www.riviera24.it
Ciro è l’operaio della Fiat di Pomigliano presente ieri sera alla trasmissione di Santoro Anno Zero, a confronto con il Ministro Tremonti (come l’ho visto io, naturalmente) sv

ps e buonanote a Pat ospite ieri sera da me e con me caduta dal sonno dei giusti davanti alla tv, visto che è andata via senza nemmeno salutarci

Written by cantieresocialenapoli

27 Febbraio 2009 alle 11:37

Inail!

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Ne succedono di tutti i colori: questa immagine per la verità risale a circa un anno fa e non è stata scattata a Napoli, bensì a Varese. Cliccando sull’immagine ne saprete di più e avrete modo di leggere anche gli interssanti commenti dei lettori di Varesenotizie …). Mi serve tuttavia per ricordare agli amici dell’arcipelago che stiamo preparando un cantiere sul lavoro. Per partecipare – anche virtualmente – abbiamo creato un gruppo di lavoro su google accessibile al pubblico. Per iscriversi al gruppo, nel quale troverete materiali vari e potrete aggiungerne altri, aprire discussioni etc, dovete innnzitutto avere un account su google. Se non lo avete già, crearlo non è particolarmente difficile, nè compromettente. Poi dovete inviare al gruppo una richiesta di iscrizione csnapolilavoro@googlegroups.com . In ogni caso riporteremo notizie anche qui, terremo incontri (uno probablmente nella prossima settimana) e invieremo aggiornamenti a tutti quelli del cantiere.

Vi anticipo intanto una prima e breve bozza di introduzione del cantiere “Buon lavoro” da considerare ancora molto in preparazione….

Written by cantieresocialenapoli

25 Febbraio 2009 alle 13:22

Pubblicato in lavoro

i video del Carnevale di Scampia

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eccoci qui a ballare, a suonare tamburi, in visita al Lotto B, e ancora per le strade di Scampia….
certo, come al solito molti di meno di quelli che sarebbe stato giusto e bello essere, senza TV nè luci della ribalta, ostinatamente speranzosi che un altro modo è possibile.
gda

Written by cantieresocialenapoli

23 Febbraio 2009 alle 22:39

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Buon lavoro (in breve)

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Buon lavoro non è come dire buon giorno o arrivederci, è tutta un’altra cosa. Lo diciamo e ce lo sentiamo dire in genere con un sorriso o un gesto di intensità e di attenzione quando c’è in ballo qualcosa di importante, bella o brutta che sia: fai bene, piuttosto che stai bene, mi sta a cuore quello che fai, quello che fai è importante.
Buon lavoro è il lavoro di cui ci sentiamo protagonisti. E’quello nel quale siamo e ci sentiamo riconosciuti nella dignità e nella sicurezza. Buon lavoro è quello verso il quale siamo indirizzati dalle nostre spinte e aspettative, oltre che dal nostro bisogno. E’ quello in cui siamo in condizione di dare il nostro meglio.
Buon lavoro è un lavoro ben fatto, che dà soddisfazione e produce l’utile, il bello.

Se ci guardiamo intorno, dentro le nostre economie locali fino a fuori dai confini delle economie avanzate, le difficoltà appaiono evidenti e crescenti, le condizioni del lavoro segnalano una divaricazione sempre più ampia tra le aree forti e quelle deboli con peggioramenti relativi generalizzati nelle aree deboli del mondo, nelle regioni e nelle città deboli d’Italia, nelle fasce deboli di popolazione. Dirsi buon lavoro, prendere a cuore quello che si fa, avere qualcosa di utile o bello da fare, e persino il semplice e crudo lavorare per vivere sono cose sempre più difficili e rare.

Le scelte delle politiche nelle democrazie di mercato sembrano allontanare il lavoro dai valori e dagli obiettivi di benessere comune che ne sono l’estrema ratio. La crisi del lavoro, la sua fine tecnologica e la sua “liberazione” postindustriale coesistono in un processo che distrugge buon lavoro più rapidamente di quanto non ne crei e allarga le differenze tra pochi che lavorano liberi, liberi dal bisogno e appagati, e tanti che sopravvivono ai margini del benessere. Il potere dei governi, della finanza, della burocrazia, delle classi dirigenti asseconda questi processi e usa il crescente malessere a proprio vantaggio, laddove c’è arretratezza economica e socialem come qui a Napoli e in Campania, anche speculando senza pudore sulla disoccupazione, con una assoluta e irresponsabile miopia e un cinismo destinati a generale solo miseria, degrado e violenza.

Di questi aspetti del lavoro vogliamo discutere a Napoli in un Cantiere dedicato che si chiamerà “Buon lavoro”, che non parlerà se non marginalmente delle convenzionali grandezze e dei desiderabili funzionamenti del mercato del lavoro, nè delle politiche di destra e di sinistra, ma si concentrerà sul valore identitario, sociale e culturale del bene lavoro nella esistenza delle nostre vite e delle nostre comunità. Napoli fa da sfondo richiamando una partiolare attenzione sugli aspetti più critici della malaoccupazione, della disoccupazione e della povertà nei Sud del mondo.

Il Cantiere si articolerà in tre sezioni:

  • Una sezione generale sui cambiamenti e la crisi del lavoro, che approfondisca e documenti gli aspetti generali e specifici della questione e i suoi legami con la crisi del modello di sviluppo, un modello che non può assumere il lavoro come un bene comune e il mercato del lavoro come un’istituzione sociale
  • Una sezione sul buon lavoro che c’è e sugli equilibristi del lavoro, che raccolga e intepreti le esperienze di lavoro “resistente” di imprenditori impegnati nel risparmio energentico, nel riuso dei materiali, nell’economia cooperativa e solidale, di operatori impegnati sull’educazione, nell’arte e sulla cultura, della comunità degli operatori sociali, di artigiani, commercianti, operai e impiegati resistenti, soprattutto qui a Napoli e in Campania, e soprattuto nel confronto con i vincoli delle politiche e dell’agire pubblico.
  • Una sezione sul buon lavoro “sostenibile” che discuta e delinei le strategie di ricerca e di produzione sociale, culturale, tecnologica e politica che possono difendere e e fare crescere, per quanto è possibile, il lavoro che vogliamo, quello del benessere comune.

Written by cantieresocialenapoli

23 Febbraio 2009 alle 14:30

Pubblicato in buon lavoro

Carnevalate sparse

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Ieri sono andata al carnevale di Scampia, quello organizzato dal Gridas. C’era tanta (non tantissima) bella gente del posto e delle associazioni del posto, senza nè media e nè Comune!
Andando in autobus c’erano i ragazzi che andavano alla partita, hanno visto arrivare l’altro autobus e hanno chiesto prima cortesemente, poi con preghiera, poi più incalzanti e risoluti all’autista di aprire le porte “ppefffavore” (eravamo ferni a un incrocio). Visto che non apriva uno di loro ha girato la chiavetta dell’aria a pressione e ha aperto la porta. I ragazzi del pallone sono scesi tutti, e anche due immigrati che andavano da un’altra parte, di cui uno non ne voleva proprio sapere, ché aveva trovato un comodissimo posto a sedere. Ovviamente la porta è rimasta aperta e un altro passeggero si è alzato, ha riaperto la chiavetta e ha chiuso la porta con sospiri di santa pazienza, e siamo ripartiti. L’autobus in questione lo avevo atteso per circa mezz’ora alla stazione della metro ed era uno di ben tre linee che normalmente fanno quel percorso. E due anziani in attesa alla fermata commentavano tra loro che bisogna avere pazienza, gli orari si sa sono saltuari e facoltativi…. Continua

le bellissime foto e i filmati (decisamente venuti meno bene, ma emozionanti) di Giovanna D’Alonzo

Written by cantieresocialenapoli

23 Febbraio 2009 alle 11:22

Malaparata

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Il ParcoSocialeVentaglieri presenta il “Carnevale a Montesanto – IV edizione”. Singoli, gruppi, associazioni e scuole interpretano quest’anno il tema “Malaparata”: rappresentazione ironica dei problemi e delle risorse di Napoli («…’o bbene e ‘o male ‘e ’sta città»).
Dopo una serie di laboratori di costruzione di strumenti musicali, maschere, costumi e strutture, martedì 24 febbraio 2009 avrà luogo nelle strade del centro storico la Malaparata.
Gli abitanti del quartiere Montesanto si ritroveranno alle 14.30 nella parte alta del Parco Ventaglieri (via Avellino a Tarsia). Attraversando la zona Tarsia e l’Olivella il corteo raggiungerà Piazza Montesanto, dove confluiranno gli altri gruppi di partecipanti.
Alle 15.00 la “Malaparata” partirà da piazza Montesanto percorrendo la Pignasecca per fare tappa a Piazza Carità e Piazza Dante, con musica e performances, per poi ritornare al Parco Ventaglieri (vico Lepri ai Ventaglieri) dove si celebrerà la “morte del carnevale”.

Written by cantieresocialenapoli

22 Febbraio 2009 alle 21:40

Lavoro

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Il lavoro nella nostra regione è in ostaggio, chi lo vuole cercare o impiegare onestamente deve stare attento a non perdere tempo e a non farsi notare nè dai potenti che impongono il passaggio dalle loro mani e spesso lo mettono in congelatore fino a quando serve al loro potere, nè dai clienti che stanno in attesa di lavoro, segnati in elenchi di partito, di assessorato, di categoria, di impresa, di cantiere, di lotta; anche loro in congelatore, attenti a non uscire dall’elenco più ancora che a risolvere il loro problema. L’influenza della camorra sulle imprese, la politica, il territorio aggrava il tutto, allarga questa cappa di controllo e di asservimento persino al lavoro nero e illegale, ma non credo ne sia l’origine, forse è solo l’altra faccia di una stessa cosa. A questo mostro sfugge ancora soltanto il circuito dei legani forti (familiari, parenti e amici intimi), il lavoro che passa tra chi ha una qualsiasi piccola attività economica o professionale – e a un parente-amico non può e non vuole dire di no – e chi cerca un lavoro non avendo potenti a cui iscriversi, solo parenti e amici, e non se ne va a lavorare altrove. L’accesso al lavoro ma anche tutto il seguito di quel lavoro è schiavo di questa doppia rete di arretratezza, inefficienza e oppressione, alla faccia della competitività, della fluidità e della qualità nel moderno mercato del lavoro. A creare il mostro che ingessa la vita economica e sociale, la democrazia, la dignità e la speranza, il mostro che ruba il lavoro, è l’affare disoccupazione in mano alla nostra malata classe dirigente. Ne è un esempio il dibattito sucitato dalla cronaca nera sul progetto Isola e a questo proposito avrei qualcosa da chiedere apertamente a Corrado Gabriele, visto che questa nostra classe dirigente non sembra affatto terminale.


ps. stiamo preparando il cantiere sul lavoro, ne abbiamo già discusso in due riunioni di cantiere di cui prestissimo vi daremo conto. Vi anticipo che vorremmo intitolarlo “Buon Lavoro” e discutere soprattutto delle esperienze positive di lavoro per il mercato e l’economia sostemibile e di lavoro nel sociale, cercare di rispondere alla domanda ma davvero non c’è? e di darci una risposta di mobilitazione sui diritti negati del lavoro e del welfare, soprattutto qui nel Mezzogiorno.

l’immagine è tratta da shopmagazine.it
sv

Written by cantieresocialenapoli

19 Febbraio 2009 alle 13:22

Lavoro

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Il lavoro nella nostra regione è in ostaggio, chi lo vuole cercare o impiegare onestamente deve stare attento a non perdere tempo e a non farsi notare nè dai potenti che impongono il passaggio dalle loro mani e spesso lo mettono in congelatore fino a quando serve al loro potere, nè dai clienti che stanno in attesa di lavoro, segnati in elenchi di partito, di assessorato, di categoria, di impresa, di cantiere, di lotta; anche loro in congelatore, attenti a non uscire dall’elenco più ancora che a risolvere il loro problema. L’influenza della camorra sulle imprese, la politica, il territorio aggrava il tutto, allarga questa cappa di controllo e di asservimento persino al lavoro nero e illegale, ma non credo ne sia l’origine, forse è solo l’altra faccia di una stessa cosa. A questo mostro sfugge ancora soltanto il circuito dei legani deboli (familiari, parenti e amici intimi), il lavoro che passa tra chi ha una qualsiasi piccola attività economica o professionale e a un parente-amico non può e non vuole dire di no, e chi cerca un lavoro non avendo potenti a cui iscriversi, solo parenti e amici, e non se ne va a lavorare altrove. L’accesso al lavoro ma anche tutto il seguito di quel lavoro è schiavo di questa doppia rete di arretratezza, inefficienza e oppressione, alla faccia della competitività, della fluidità e della qualità nel moderno mercato del lavoro.
A creare il mostro che ingessa la vita economica e sociale, la democrazia, la dignità e la speranza, il mostro che ruba il lavoro, è l’affare disoccupazione in mano alla nostra malata classe dirigente. Ne è un esempio il dibattito sucitato dalla cronaca nera sul progetto Isola e a questo proposito avrei qualcosa da chiedere apertamente a Corrado Gabriele, visto che questa nostra classe dirigente non sembra affatto terminale.
sv

Written by cantieresocialenapoli

19 Febbraio 2009 alle 11:30