Archive for Novembre 7th, 2008
Appello degli studenti
Appello degli studenti e delle studentesse campan@ alle realtà in lotta per la difesa del territorio e dei beni comuni
Siamo gli studenti e le studentesse che hanno invaso le piazze, occupato scuole ed università, fatto assemblee al grido “Noi la crisi non la paghiamo!” per la cancellazione delle leggi 137 e 133.
In nome della crisi e della mancanza di denaro il Governo vuole imporci tagli del finanziamento pubblico all’università, alla ricerca e alla scuola, con l’obiettivo di aprire ulteriormente la strada del finanziamento privato e quindi dell’asservimento agli interessi di pochi sui molti. Ma non solo. Se passa questa logica a farne le spese saranno gli studenti che si troveranno a pagare sempre più cara l’istruzione, a dover scegliere tra università di seria A e di serie B in base ai finanziatori privati: A pagare il prezzo saranno i lavoratori della ricerca, della scuola e dell’università.
Noi pensiamo che la nostra battaglia abbia molto in comune con la battaglia di chi difende il proprio territorio e le risorse naturali dalla svendita e dalla devastazione del mercato: che si tratti di inceneritori e discariche, di un treno ad alta velocità, di una base militare o della privatizzazione dell’acqua.
Noi come voi non vogliamo pagare la loro crisi.
Non vogliamo che si regalino miliardi di euro pubblici alle grandi imprese e banche per costruire le grandi opere, discariche ed inceneritori che non servono alla popolazione ma solo a chi le costruisce e le gestisce. I soldi pubblici ai privati e lo sfruttamento del territorio e delle risorse sono uno dei modi in cui le multinazionali cercano di resistere alla crisi.
Noi chiediamo che questi soldi vengano utilizzati per finanziare adeguatamente ricerca, università e scuola. Continua…
Verso lo sciopero generale
“Unificare le proteste di categoria. Finora il calendario prevede il 7 e 14 novembre lo sciopero del pubblico impiego; il 13 la manifestazione dei pensionati per rivendicare migliori politiche di welfare; il 14 lo sciopero degli universitari; il giorno dopo, la mobilitazione generale dei lavoratori del commercio. Ed infine, il 12 dicembre, lo stop di 24 ore dei metalmeccanici della Fiom. Una frantumazione che la Cgil vorrebbe unificare in un unico sciopero generale contro la politica economica del governo.” (da Repubblice e qui c’è il resto del pezzo sullo sciopero generale)
Proprio questo volevamo dire, e non solo. Qualche giorno fa abbiamo lanciato un post ed anche un sondaggio, con una resa veramente strabiliante di ben 27 risposte, un buon numero per fare uno sciopero generale! Però ci siamo prese/i la soddisfazione di anticipare le conclusioni del segretario generale della Cgil. Anche se, per la verità pensavamo ad un percorso che attraversasse i movimenti e non solo ai calendari e alle categorie in agitazione; ad un percorso lungo di preparazione in cui le comunità e i beni comuni per cui si sta resistendo, difendendo e combattendo siano coinvolte direttamente, in incontri pubblici, assemblee, documenti congiunti, in autonomia dai partiti e in contraddittorio anche con le istituzioni locali, valorizzando le relazioni, i contatti, le contaminazioni. Perchè non ci pensiamo dai cantieri, dai coodinamenti, dai comitati, dalle rappresentanze, dalle scuole, dalle università… dai territori e dal basso? E perchè non lo facciamo a Napoli ? A presto, con un altro sondaggio…
sv
La resa dei conti
Dalla Società Italiana di Statistica un interessante contributo sui dati che riguardano la spesa complessiva per l’istruzione, la sua incidenza sul Pil, la spesa per alunno ecc…
A naso, per esempio, chi non ha pensato che i dati sul numero di universitari che non hanno dato esami fossero contati considerando anche le matricole? Trovare finalmente un’autorità statistica che faccia i conti sui conti è veramente utile, istruttivo e democraticamente corretto. (sv)
PS Sperando solo che non si prenda spunto da qui per una “resa dei conti” anche sugli insegnanti di sostegno o sull’edilizia scolastica ecc? Ma leggete, che è interessante davvero, e graze a Paola Clarizia che ha segnalato.
L’attuale politica scolastica: false economie o economia fasulla?
I vari provvedimenti che riguardano la scuola, avviati negli ultimi mesi da parte del governo, partono dalla premessa che sia necessario tagliare la spesa pubblica relativa a quel capitolo. Un’incessante ripetizione di questo presupposto sembrerebbe averlo reso quasi assiomatico per tutti. Nella Legge 133 del 6 agosto 2008, articolo 64, comma 6, si trova che “… devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 650 milioni di euro per l’anno 2009, di 1.650 milioni per l’anno 2010, di 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e di 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012”. Di fronte a tagli di una tale entità, è doveroso chiedersi se il presupposto e i provvedimenti siano corroborati dai dati forniti dall’OCSE, dall’ISTAT, dal MPI e MIUR e dal Bilancio dello Stato. Vorrei esaminare alcuni di questi dati, relativi a tre aspetti della spesa complessiva, che sono frequentemente oggetto di affermazioni approssimative o inattendibili da parte di politici e commentatori. Continua…