Archive for Marzo 11th, 2008
Dalla Taverna del Re – Il verbale del Presidio di sabato
Taverna del Re – Verbale dell’assemblea di Presidio
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In primo luogo ottenere una messa in sicurezza delle balle di rifiuti stoccate negli ultimi 10 giorni, che stazionano nelle piattaforme senza copertura, arrecando grave danno, con l’approssimarsi del caldo , alla salute degli abitanti delle zone circostanti.
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Operare una forte denuncia verso le istituzioni politiche locali che sono state vergognosamente e in maniera trasversale assenti e latitanti.
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Spingere per ottenere forme partecipative democratiche per la realizzazione di azioni finalizzate alla riduzione dei rifiuti nei nostri Comuni e alla realizzazione della raccolta differenziata porta a porta.
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Continuare e anzi intensificare il lavoro con gli altri comitati Campani per ottenere la fine del commissariamento, un nuovo piano rifiuti realmente alternativo a quello vigente, lo scongiurarsi della realizzazione di un mostro come l’inceneritore di Acerra e per porre in maniera forte e decisa la questione della democrazia.
Acerra: I comitati hanno deciso per una manifestazione sabato prossimo
i comitati Acerrani hanno indetto una MANIFESTAZIONE CONTRO L’INCENERIMENTO DELLE ECOBALLE e quindi contro l’ultima ordinanza di Prodi. Il corteo partirà da piazza Duomo ad Acerra nel pomeriggio di sabato e sfilerà per le strade cittadine.
Pozzuoli: le associazioni "non approvano" ! ….e si "muovono"
Il piano del Comune, grazie alla disponibilità di alcuni cittadini, è disponibile a questo indirizzo: http://piano.altervista.org/
Avevamo riferito del parere delle associazioni
Ed ecco come è andata a finire…martedì 18 davanti al comune.
Pozzuoli – le associazioni "non approvano" !
Il giorno 04/03/08 le seguenti Associazioni che operano sul territorio flegreo: Sentinella, Lello Mele, Area Flegrea, Altromodo Flegreo, Meetup Beppe Grillo Pozzuoli, Rete Donne in Nero, Oltre Averno, Attivamente, Cuma vive,Comitato popolare via Napoli e altri comitati spontanei di cittadini, si sono riunite a seguito dell’incontro avuto in comune con il Prefetto Bagnato.
Le Associazioni, dopo aver preso visione del piano per la raccolta differenziata presentato dal comune in Provincia, disapprovano il predetto piano in quanto lo ritengono insufficiente alla risoluzione del problema rifiuti, oltre ad essere a breve scadenza lo si ritiene scarso di contenuto logistico nonché oneroso per le già provate tasche dei cittadini ed infine illegittimo perché non rispettoso delle direttive Europee che obbligano le amministrazioni locali a rendere partecipi i cittadini in tutti i provvedimenti inerenti l’ambiente.
Le Associazioni ritengono necessario che preliminarmente alla raccolta differenziata, il comune di Pozzuoli debba adottare misure di emergenza per la riduzione dei rifiuti ( ad esempio ordinanze sindacali che vietino per brevi periodi la vendita di contenitori mono uso ed acqua in bottiglie di plastica e che obblighino la grande distribuzione commerciale a raccogliere gli imballaggi dagli acquirenti.
Le Associazioni, in relazione alla raccolta differenziata, ritengono che, alla luce delle esperienze nazionali e di altri paesi, l’unico sistema di raccolta che consenta di rispettare gli obblighi di legge ed arrivare al 50% di materiale differenziato entro un anno sia quello domiciliare per numero civico (porta a porta) per tutto il territorio; provvedendo immediatamente, alla separazione del rifiuto secco da quello umido e provvedendo successivamente ad una articolazione della differenziazione (carta, plastica, vetro, organico per il compostaggio etc…).
Le Associazioni, ribadiscono, per rendere utile la raccolta differenziata, la necessità di avviare subito la realizzazione di tutti gli impianti necessari, per lo stoccaggio ed il trattamento dei materiali differenziati, dalle isole ecologiche agli impianti di compostaggio, per il recupero della frazione organica.
Le Associazioni ritengono necessario disporre di sconti consistenti sulla tarsu e sulla TIA ai cittadini in misura proporzionale al rifiuto differenziato e sottolineano che il sistema di raccolta domiciliare i cui costi sono minori di quella effettuata con i cassonetti in strada, avra sicuramente effetti positivi anche sul piano occupazionale; ritengono inoltre, che l’unica garanzia per avviare effettivamente la raccolta differenziata sia la partecipazione ed il controllo dei cittadini su tutto le fasi del ciclo: occorre dunque che il governo e i vari enti amministratori cooperino con le Associazioni per l’avvio e la gestione della raccolta, e che tutte le informazioni relative (dai quantitativi raccolti agli impianti dove il materiale differenziato viene conferito per il recupero) siano pubblici e verificabili.
La Commissione Straordinaria si assuma ogni responsabilità nel caso in cui intenda continuare ad operare con la stessa logica scellerata che ha determinato tale disastro ambientale.
Sul Piano Raccolta Differenziata di Napoli
Il piano è qui (pdf) e qui (doc-versione definitiva)
nel Blog di Francesco dove troviamo anche interessanti commenti e documentazioni.
EMERGENZA RIFIUTI, MA ANCHE…*
Ieri notte il Consiglio Comunale di Napoli ha votato il piano per il rilancio della raccolta differenziata, cosi come previsto dall’ordinanza dell’11/01/08, la stessa con la quale si nominava De Gennaro super-commissario per l’emergenza rifiuti. Altri trenta giorni ed il piano entrerà in vigore e finalmente i Napoletani potranno cominciare a fare quello che in questi mesi ed anni, hanno sentito dire, studiato e visto fare: la raccolta differenziata. I più fortunati, il 10% della popolazione, percentuale incrementata grazie ad un emendamento proposto dalla Sinistra l’Arcobaleno, partiranno con il porta a porta per nuclei di 10.000 abitanti in ogni Municipalità. La restante parte vedrà la positiva novità della raccolta domiciliare di carta e multimateriale, che finalmente introduce un elemento di discontinuità alla politica delle campane, assolutamente deficitaria ed in grado di intercettare appena l’1% di rifiuti differenziabili.
Un altro punto qualificante del piano è la realizzazione di dieci isole ecologiche necessarie per avviare il percorso di passaggio da tassa a tariffa e premiare in questo modo i cittadini che fanno lal differenziata. Progetti di comunicazione e soprattutto di partecipazione con la cittadinanza, associazioni e comitati anche per la definizione dell’impiantistica a supporto della raccolta differenziata altro punto importante. E poi sperimentazione degli acquisti verdi, raccolta dell’umido per alcune utenze commerciali, due impianti di compostaggio, il sacrosanto rispetto dei vincoli di legge per gli obiettivi della differenziata e non come previsto in prima battuta quelli illegittimi del piano Pansa. Eppure viene da chiedersi se tutto questo può bastare. Si può parlare di svolta? Continua…
di Luca Simeone
Sul Piano Raccolta Differenziata di Napoli
EMERGENZA RIFIUTI, MA ANCHE…
Ieri notte il Consiglio Comunale di Napoli ha votato il piano per il rilancio della raccolta differenziata, cosi come previsto dall’ordinanza dell’11/01/08, la stessa con la quale si nominava De Gennaro super-commissario per l’emergenza rifiuti. Altri trenta giorni ed il piano entrerà in vigore e finalmente i Napoletani potranno cominciare a fare quello che in questi mesi ed anni, hanno sentito dire, studiato e visto fare: la raccolta differenziata. I più fortunati, il 10% della popolazione, percentuale incrementata grazie ad un emendamento proposto dalla Sinistra l’Arcobaleno, partiranno con il porta a porta per nuclei di 10.000 abitanti in ogni Municipalità. La restante parte vedrà la positiva novità della raccolta domiciliare di carta e multimateriale, che finalmente introduce un elemento di discontinuità alla politica delle campane, assolutamente deficitaria ed in grado di intercettare appena l’1% di rifiuti differenziabili.
Un altro punto qualificante del piano è la realizzazione di dieci isole ecologiche necessarie per avviare il percorso di passaggio da tassa a tariffa e premiare in questo modo i cittadini che fanno lal differenziata. Progetti di comunicazione e soprattutto di partecipazione con la cittadinanza, associazioni e comitati anche per la definizione dell’impiantistica a supporto della raccolta differenziata altro punto importante. E poi sperimentazione degli acquisti verdi, raccolta dell’umido per alcune utenze commerciali, due impianti di compostaggio, il sacrosanto rispetto dei vincoli di legge per gli obiettivi della differenziata e non come previsto in prima battuta quelli illegittimi del piano Pansa. Eppure viene da chiedersi se tutto questo può bastare. Si può parlare di svolta?
Prima di dare questa risposta è interessante ricordare il conteso nel quale si è inserita questa discussione. La Regione, con il suo nuovo Assessore, l’ambientalista Ganapini, sblocca 100 miliardi di euro per incrementare la raccolta differenziata e l’impiantisitica di supporto, ma anche la stessa cifra per finanziare inceneritori (di cui tre quarti al nuovo inceneritore di Salerno ed un quarto a quello di Acerra). Poi arriva Prodi che dopo aver fatto il regalo ai futuri gestori degli inceneritori campani reintroducendo il CIP 6, dichiara bruciabili le famose ecoballe nell’impianto di Acerra, che fino ad ieri avrebbe dovuto bruciare solo CDR.
Evidente quindi che si poteva fare di più. Soprattutto a Napoli che ha indubbiamente una centralità mediatica forte. Basta far scomparire i rifiuti dal centro della città per far parlare di emergenza rientrata. Sarebbe stato importante, quindi partire con più forza sulla differenziata in città per dare un segnale importante e chiaro in risposta alla strategia del “ma anche”.
Non sarebbe stato un salto nel vuoto, neppure qualcosa di irrealizzabile. Il personale non manca di certo, un’addetto ogni 300 abitanti, contro i 400 di Roma e i 1000 di Padova, che hanno livelli di differenziata di gran lunga più alta.
Quindi un piano che sicuramente non osa ma che, nonostante questo, non è proprio piaciuto, all’Amministratore Delegato di Asia, che non ha mai creduto nella raccolta differenziata, e che mentre il piano andava in aula ha deciso di dimettersi. Come leggere questa mossa, la sconfitta del falco a favore dei sostenitori della differenziata?
Sarebbe troppo ottimistico, di sicuro è un segnale. Ciò non toglie che comitati e movimenti dovranno continuare a tenere alta l’attenzione e ad esigere che ciò che è scritto venga attuato. Alla politica il compito di garantire gli impegni sottoscritti ed essere intransigente nel controllare che tutto funzioni, allargando subito il porta a porta ad altre zone della città. Solo recuperando fiducia e credibilità si potrà ricreare un rapporto saldo con la parte sana di questa città, coinvolgendola attivamente nella lotta per contrastare il principio del tutto incenerito.
Napoli, 8 Marzo 2008
Luca Simeone
Resp. Ambiente provinciale di Rifondazione Comunista
Dalla Taverna del Re – Il verbale del Presidio di sabato
Pozzuoli: le associazioni "non approvano" ! ….e si "muovono"
Il piano del Comune, grazie alla disponibilità di alcuni cittadini, è disponibile a questo indirizzo: http://piano.altervista.org/
Avevamo riferito del parere delle associazioni
Ed ecco come è andata a finire…martedì 18 davanti al comune.
Sul Piano Raccolta Differenziata di Napoli
Il piano è qui (pdf) e qui (doc-versione definitiva)
nel Blog di Francesco dove troviamo anche interessanti commenti e documentazioni.
EMERGENZA RIFIUTI, MA ANCHE…*
Ieri notte il Consiglio Comunale di Napoli ha votato il piano per il rilancio della raccolta differenziata, cosi come previsto dall’ordinanza dell’11/01/08, la stessa con la quale si nominava De Gennaro super-commissario per l’emergenza rifiuti. Altri trenta giorni ed il piano entrerà in vigore e finalmente i Napoletani potranno cominciare a fare quello che in questi mesi ed anni, hanno sentito dire, studiato e visto fare: la raccolta differenziata. I più fortunati, il 10% della popolazione, percentuale incrementata grazie ad un emendamento proposto dalla Sinistra l’Arcobaleno, partiranno con il porta a porta per nuclei di 10.000 abitanti in ogni Municipalità. La restante parte vedrà la positiva novità della raccolta domiciliare di carta e multimateriale, che finalmente introduce un elemento di discontinuità alla politica delle campane, assolutamente deficitaria ed in grado di intercettare appena l’1% di rifiuti differenziabili.
Un altro punto qualificante del piano è la realizzazione di dieci isole ecologiche necessarie per avviare il percorso di passaggio da tassa a tariffa e premiare in questo modo i cittadini che fanno lal differenziata. Progetti di comunicazione e soprattutto di partecipazione con la cittadinanza, associazioni e comitati anche per la definizione dell’impiantistica a supporto della raccolta differenziata altro punto importante. E poi sperimentazione degli acquisti verdi, raccolta dell’umido per alcune utenze commerciali, due impianti di compostaggio, il sacrosanto rispetto dei vincoli di legge per gli obiettivi della differenziata e non come previsto in prima battuta quelli illegittimi del piano Pansa. Eppure viene da chiedersi se tutto questo può bastare. Si può parlare di svolta? Continua…
di Luca Simeone



