Archive for Marzo 4th, 2008
Non fermate la decrescita! Intervista di Greenplanet a Serge Latouche
Serge Latouche è l’intellettuale francese che ha teorizzato, con intento provocatorio, il concetto di “decrescita”. Greenplanet lo incontra a Pordenone, all’annuale corso di geopolitica organizzato dall’associazione di studi storici Historia. Serge Latouche interverrà al prossimo Congresso mondiale Ifoam di Modena.
“La rivoluzione che auspichiamo è innanzitutto culturale e quindi infinitamente più difficile da realizzarsi delle rivoluzioni politiche. Siamo profondamente tossicodipendenti dalla società della crescita, ha spiegato durante l’incontro, e l’educazione di cui abbiamo bisogno assomiglia sempre più a una cura di disintossicazione, a una vera e propria terapia. L’utopia concreta della decrescita è il progetto di costruire una società autonoma capace di superare le aporie della modernità. Così Ilich proponeva in alternativa quella che ha chiamato ’società conviviale’. Una società che conosce un’autolimitazione ed è fondata su un ‘tecnodigiuno’, una pratica che prevede la riduzione del ruolo del mercato, della divisione del lavoro, dell’onnipresenza dell’economia.”
Professore, a che punto è la decrescita? Quali effetti sta producendo il dibattito del quale lei è l’interprete più conosciuto?
Il progetto è molto recente nella forma attuale. Si è diffuso molto velocemente nello spazio di tre, quattro anni in Francia, Italia e Germania. Oggi comincia a essere discusso anche in Spagna. Allo stesso tempo abbiamo scoperto che altri progetti, che forse non corrispondono alla decrescita, anche perché la parola non è traducibile, ma che si configurano come progetti di uscita dalla società della crescita, sono stati messi in moto per esempio in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Canada e in altri paesi. La decrescita, a livello della politica ufficiale, al momento è oggetto di curiosità. Sono stati infatti invitato a parlarne in sede parlamentare. Possiamo affermare che è già un bel successo.
Non dobbiamo vergognarci nel riconoscere che è un progetto retrogrado, nel senso che quando si è imboccata una via senza uscita, si deve per forza arretrare. Inoltre, ha spiegato, quando si arretra chi è dietro si ritrova davanti. Potremmo con un gioco di parole affermare che i retrogradi saranno i nuovi progressisti.
Ma non si tratta di immaginare una diversa mondializzazione, una diversa globalizzazione, una diversa mercificazione, semplicemente di segno opposto a quelle attuali. Né di tornare, come dicono i giornalisti all’età della pietra. Non avrebbe senso. Noi dobbiamo cercare di demercificare, di deglobalizzare, di demondializzare. Inventare un diverso futuro che non è una semplice inversione di marcia sulla stessa strada, ma abbandonare una strada sbagliata, individuando una nuova e diversa direzione. È sbagliato, e credo impossibile, tornare semplicemente indietro. Quello che abbiamo di fronte è il compito di inventare un altro futuro.
Quali saranno le difficoltà che si incontreranno nella realizzazione del progetto?
Ah! Le difficoltà sono gigantesche perché c’è il potere degli interessi economici, delle imprese trasnazionali. Per esempio, ho parlato del problema della moria delle api in relazione alle lobby dei produttori dei pesticidi e delle sementi, che rappresentano un potere enorme. Non dimentichiamo i politici che sono al loro servizio. Poi vanno considerati tutti i cittadini e gli agricoltori che sono tossicodipendenti del sistema. Siamo in una battaglia di titani! Allo stesso tempo incombono minacce enormi sul pianeta. E ci sono forti contraddizioni. Prendo ad esempio Al Gore, fa una bella propaganda in difesa del pianeta ma è contemporaneamente un miliardario.
La distanza fra la sua diagnosi e i rimedi che propone è enorme. E siamo tutti così, siamo tutti più o meno schizofrenici.
Quale senso assumono alcune pratiche quotidiane di consumo nella prospettiva della decrescita?
Pensiamo ad esempio alla scelta dell’alimentazione biologica e biodinamica oppure alla costituzione di gruppi di acquisto solidale.Se tutti scegliessero l’alimentazione biologica, allora l’agricoltura produttivista, sviluppata con concimi chimici e pesticidi, non esisterebbe più. Ma non credo molto in una visione ideale come questa. Infatti ora vediamo che la stessa agricoltura biologica è recuperata e strumentalizzata anche dai supermercati. Ma ha un ruolo importante per mostrare la strada. Occorre avere sempre un obiettivo molto più ambizioso a livello simbolico, come esempio. Tutte queste iniziative, a mio avviso, non devono essere sminuite. È vero che sono piccole cose ma sempre molto importanti.
In momenti di crisi economica come quella che si profila in questo momento, o pensiamo anche a crisi molto gravi come quella argentina, possono giocare un ruolo nel processo di uscita dalla società della crescita?
Sicuramente. Oggi la principale speranza è che nei momenti di difficoltà e crisi i cittadini siano spinti a fare scelte diverse.
È possibile che le persone, trovandosi in condizioni di maggiore povertà reale, si sentano invece spinti nel senso opposto?
Sì, certo. Di fronte a una catastrofe, la reazione può essere assumere due direzioni contrarie. Per esempio, in occasione del gran caldo dell’estate 2003, ci si può rendere conto della necessità di modificare i consumi energetici e attivarsi contro i cambiamenti climatici, oppure andare a comprare un condizionatore!
Fiorenzo Fantuz
Un ringraziamento particolare a Guglielmo Cevolin e Arturo Pellizzono di Historia di Pordenone.
tratto da greenplanet. net
"Report" in TV il 9 marzo ancora sulla Campania e sulle bonifiche
Nel mirino il Commissariato retto dal governatore fino a gennaio «Report» tenta il bis, Bassolino dice no
Niente intervista sulle mancate bonifiche Dopo il famoso «fuori onda» su Rai 3. Il giornalista Iovene: «Il portavoce mi disse che potevo sentire il delegato Cesarano»
NAPOLI – «Report», la trasmissione-corazzata diretta da Milena Gabanelli ritorna domenica 9 marzo alle 21 e 30 su Rai 3 con un nuovo ciclo di inchieste. E riparte con un servizio di Bernardo Iovene sulla mancata bonifica dei territori della Campania, regione che suo malgrado è una vera e propria manna per chi intende fare un po’ di luce sugli intrecci tra malavita e malapolitica. Il giornalista ha intervistato i titolari delle ditte incaricate della bonifica nell’agro aversano e sul litorale domitio, prima la società Sogin, poi la Jacorossi. Iovene ha provato anche a sentire su questa faccenda anche Antonio Bassolino, commissario alle bonifiche fino al 31 gennaio scorso. Però il governatore, forse memore del “fuori onda” (guarda) di un anno fa in cui ha perso le staffe sull’argomento «consulenze del commissariato rifiuti», non ha concesso una nuova intervista. Le bonifiche, è noto, sono rimaste al palo nonostante i milioni di euro stanziati. «Sono riuscito a sentire, ma soltanto per strada, un funzionario della Sogin – spiega Iovene al Corrieredelmezzogiorno.it – Il funzionario ha lamentato i mancati pagamenti da parte della Regione e del Commissariato per le bonifiche. Poi, subentrata la società Jacorossi, non è cambiato quasi nulla, anche perchè si è creato un nuovo problema, e cioè stoccare i materiali della bonifica».
Il problema bonifiche è diventato contenzioso legale.
«La solita storia: si sono trovati ad un certo punto della fase di bonifica senza siti dove portare i rifiuti. Con conseguente botta e risposta con il commissariato che non avrebbe provveduto a trovare piattaforme utili. Tira e molla che non ha portato a niente. La Jacorossi in pratica non ha bonificato pressochè nulla in 5 anni. Ora per completare il lavoro in quelle zone inquinatissime ci vorranno secoli».
Delegato dal commissario Bassolino è stato per anni il professor Arcangelo Cesarano. Ci ha parlato?
«Sono riuscito a intervistarlo. Mi ha detto che hanno fatto ciò che era nelle loro possibilità. E si è anche meravigliato che i giornalisti arrivino puntualmente a rinfacciargli la mancata bonifica».
Ha intervistato anche Bassolino su questa vicenda?
«No. Il suo portavoce mi ha riferito che l’intervista a Cesarano sarebbe stata sufficiente. E che se volevo poteva spedirmi tutte le “carte” necessarie».
Le ha ricevute?
«Solo una metà»
Il sito di Report tratteggia un sunto della puntata del 9 marzo, scrivendo: «In Campania ci sono 2.551 siti potenzialmente contaminati, il doppio della Lombardia che ne ha 1.300, la maggior parte sono concentrati tra le province di Napoli e Caserta, nella piana campana, dove le falde acquifere, sia quella superficiale che quella profonda, sono inquinate da sversamenti di liquidi pericolosi e cancerogeni. Le ditte incaricate hanno assunto centinaia di Lavoratori Socialmente Utili, ma per 5 anni sono stati inutilizzati. I pochi lavori eseguiti di rimozione di rifiuti, sono stati assegnati a ditte esterne. Lavori pagati 3 volte».
Alessandro Chetta
04 marzo 2008
da corrieredelmezzogiorno.corriere.it
Nuvole in viaggio
Altromodo flegreo presenta presso ARTGARAGE P.CO BOGNAR 21 -POZZUOLI
NUVOLE IN VIAGGIO-
ALTRE VISIONI ,ALTRE NARRAZIONI
Rassegna di docu-film , documentari sociali ed indipendenti a cura di Gennaro Ferrillo
I temi della rassegna:
La difesa del territorio inteso come spazio da ricostruire o reinventare;
La tutela della nostra identità umana contro l’aggressività della globalizzazione;
La forza delle comunità che lottano contro la supremazia degli interessi .
VENERDI 7 MARZO ORE 20,45
THE WEATHER UNDERGROUND
un documentario di Sam Green e Bill Siegel
“Nel periodo tra il ‘65 e il ‘75, in ogni istante della mia vita e qualunque cosa stessi facendo, ero consapevole del fatto che il mio Paese stava massacrando milioni di persone… Questa consapevolezza era più di quanto potessimo sopportare”. Lo dice Mark Rudd, ex-militante dei Weather Underground, il più famoso gruppo nordamericano di lotta armata. “La guerra in Vietnam fece impazzire un po’ tutti quanti noi”, conferma il suo compagno Brian Flanagan.
Che fare per non impazzire del tutto? BRING THE WAR HOME! Aprire le ostilità sul fronte interno, trasformare in Viet-cong urbani i giovani incazzati dei campus. Occorre farlo ora, perché la rivoluzione è imminente, mica ci vuol tanto a capirlo. Come canta Bob Dylan: “non serve un meteorologo per capire da che parte soffia il vento”.
Nati alla fine degli anni Sessanta come ala dura della sinistra studentesca, i Weather(wo)men cercano una sintesi fra “controcultura” (sperimentazione sessuale, droghe psichedeliche, nuovi linguaggi e “mixed media”) e tradizione rivoluzionaria. “Freaks are revolutionaries, and revolutionaries are freaks”, recita il più celebre dei loro comunicati.
Strane figure di “rivoluzionari di professione”, i Meteorologi entrano in clandestinità nel 1970, firmano una lunga serie di attentati dinamitardi, fanno evadere di prigione il guru dell’LSD Timothy Leary (che nel ‘74 li ricompenserà facendo i loro nomi all’Fbi, ma su questo gli intervistati glissano con eleganza).
Bernardine Dohrn, Bill Ayers, Mark Rudd e un pugno di altri reduci del sogno dei Sixties rimangono “sottoterra” per un’intera decade, i Seventies del riflusso, della disillusione, della nuova apatia. Randagi per le strade d’America, privi ormai di masse da mobilitare, nel 1980 decidono di “tagliare la miccia” e arrendersi al governo. In realtà pochi di loro finiscono in carcere: l’Fbi ha raccolto le prove a loro carico con metodi illegali. Nulla del genere sarà possibile nell’America a venire, quella del Patriot Act e della “guerra al terrorismo”.
The Weather Underground è un documentario perfettamente riuscito, emozionante e per certi versi miracoloso, costellato di resurrezioni, di Lazzari che s’alzano dalle tombe. I leader del movement di trentacinque anni fa sono lì, vivi di fronte a noi, forever young. Un nome su tutti: Fred Hampton, leader delle Pantere Nere assassinato dalla polizia di Chicago. The Weather Underground ci porta a esplorare i periodi di risacca e pax americana fra un fermento sociale e l’altro, ci mette di fronte uno specchio e ci aiuta a riflettere sulle crisi di oggi. Imperdonabile non vederlo.
Wu Ming
Presidio a Taverna del Re
Una sintesi dell’asseblea del presidio
Non ci sono più parole per commentare l’ennesima proroga all’apertura di Taverna del Re.
Ieri sera i cittadini recatisi al sito per controllare l’effettiva chiusura annunciata dal Prefetto De Gennaro con l’ordinanza 98, si sono trovati alla presenza di un dirigente del Comissariato, il dott. Reppucci, che annunciando l’intenzione di tenere aperto il sito per altri 5 giorni, ha inscenato una “trattativa”davvero sui generis, in cui unica possibilità di scelta per i comitati era accettare le decisioni prese.Prendere o lasciare.
Questa è la”democrazia” offerta a chi da mesi si sta sacrificando per il proprio territorio manifestando in maniera civile e non violenta. Ringraziamo il commissariato per la”delicatezza” di averci mandato un suo rappresentante di persona, ma crediamo che la democrazia sia ben altra cosa. La democrazia è ascoltare la voce di popolazioni martoriate da milioni di tonnellate di ecoballe, la democrazia è mantenere i patti con icittadini, la democrazia è non infierire su una popolazione che ha già dato tantissimo solo perchè esprime proteste civili e facilmente contrastabili, la democrazia è mandare le forze dell’ordine areprimere chi sversa rifiuti tossici non a reprimere manifestazioni che rivendicano giuste ragioni, la democrazia è perseguire il bene dei cittadini non quello delle imprese che lucrano sullo sversamento a Taverna del Re. La democrazia è capire , dopo il gesto disperato di Lucia, che il nostro territorio è giunto al limite della sopportazione.
Come se non bastasse sono continuate al presidio le forme di intimidazione nei confronti dei cittadini presenti da parte delle forze dell’ordine: continue foto alle persone presenti, richieste di documenti per identificazioni.
Ma dopo mesi e mesi di manifestazioni civili, quali sono gli atti che giustificano tanto accanimento verso le persone? Quali sono gli atti offensivi (mai avvenuti) che si vorrebbero evitare? E’ solo intimidazione ed accanimento verso persone che hanno sempre protestato in maniera inerme, atti che paradossalmente servono solo ad innalzare la tensione, forse nella speranza recondita che qualcuno possa davvero realizzare qualche gesto sconsiderato per poi giustificare una repressione più accanita. Per questo si rinnova l’appello a non accettare provocazioni, a continuare a manifestare in maniera ferma ma civile e non violenta le nostre ragioni, a continuare la nostra lotta per una democrazia dal basso in maniera collettiva senza gesti individuali che servono solo a dividerci e a giustificare repressioni.
Assordante, come sempre l’assenza della politica, dei parlamentari locali, del sindaco, dei consiglieri comunali, degli assessori, delle forze politiche che utilizzano la questione di Taverna del Re solo a proprio uso e consumo, quando questa serve ad attaccare qualche loro contendente elettorale. Nonostante loro continueremo la nostra protesta, cercando, quando possibile e nelle forme sempre attuate, di bloccare l’afflusso dei camion perchè si sappia che a Giugliano c’è ancora uno scampolo di democrazia.
Il prossimo appuntamento è alle ore 15.00 presso l’ospedale Cardarelli per una manifestazione di solidarietà per Lucia che ha cominciato uno sciopero della fame e per un’opera di sensibilizzazione sulla tragedia di Giugliano. Domani 5cm dalle ore 15,00 in poi presidio presso l’ingresso di taverna del re, per bloccare i tir.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche e a tutti i cittadini, affinchè assicurino una loro presenza presso il presidio, per lanciare l’ennesimo grido di disapprovazione, opponendosi con i propri corpi allo scempio che si sta consumando sulla salute dei cittadini.
Solo una partecipazione massiccia può fermare i tir, quindi la tua presenza è necessaria.
Siprega di dare la massima diffusione e si chiede la presenza di telecamere e giornalisti.
Lele Gargiulo
Presidio Taverna del Re
Non ci sono più parole per commentare l’ennesima proroga all’apertura di Taverna del Re.
Ieri sera i cittadini recatisi al sito per controllare l’effettiva chiusura annunciata dal Prefetto De Gennaro con l’ordinanza 98, si sono trovati alla presenza di un dirigente del Comissariato, il dott. Reppucci, che annunciando l’intenzione di tenere aperto il sito per altri 5 giorni, ha inscenato una “trattativa”davvero sui generis, in cui unica possibilità di scelta per i comitati era accettare le decisioni prese.Prendere o lasciare.
Questa è la”democrazia” offerta a chi da mesi si sta sacrificando per il proprio territorio manifestando in maniera civile e non violenta. Ringraziamo il commissariato per la”delicatezza” di averci mandato un suo rappresentante di persona, ma crediamo che la democrazia sia ben altra cosa. La democrazia è ascoltare la voce di popolazioni martoriate da milioni di tonnellate di ecoballe, la democrazia è mantenere i patti con icittadini, la democrazia è non infierire su una popolazione che ha già dato tantissimo solo perchè esprime proteste civili e facilmente contrastabili, la democrazia è mandare le forze dell’ordine areprimere chi sversa rifiuti tossici non a reprimere manifestazioni che rivendicano giuste ragioni, la democrazia è perseguire il bene dei cittadini non quello delle imprese che lucrano sullo sversamento a Taverna del Re. La democrazia è capire , dopo il gesto disperato di Lucia, che il nostro territorio è giunto al limite della sopportazione.
Come se non bastasse sono continuate al presidio le forme di intimidazione nei confronti dei cittadini presenti da parte delle forze dell’ordine: continue foto alle persone presenti, richieste di documenti per identificazioni.
Ma dopo mesi e mesi di manifestazioni civili, quali sono gli atti che giustificano tanto accanimento verso le persone? Quali sono gli atti offensivi (mai avvenuti) che si vorrebbero evitare? E’ solo intimidazione ed accanimento verso persone che hanno sempre protestato in maniera inerme, atti che paradossalmente servono solo ad innalzare la tensione, forse nella speranza recondita che qualcuno possa davvero realizzare qualche gesto sconsiderato per poi giustificare una repressione più accanita. Per questo si rinnova l’appello a non accettare provocazioni, a continuare a manifestare in maniera ferma ma civile e non violenta le nostre ragioni, a continuare la nostra lotta per una democrazia dal basso in maniera collettiva senza gesti individuali che servono solo a dividerci e a giustificare repressioni.
Assordante, come sempre l’assenza della politica, dei parlamentari locali, del sindaco, dei consiglieri comunali, degli assessori, delle forze politiche che utilizzano la questione di Taverna del Re solo a proprio uso e consumo, quando questa serve ad attaccare qualche loro contendente elettorale. Nonostante loro continueremo la nostra protesta, cercando, quando possibile e nelle forme sempre attuate, di bloccare l’afflusso dei camion perchè si sappia che a Giugliano c’è ancora uno scampolo di democrazia.
Il prossimo appuntamento è alle ore 15.00 presso l’ospedale Cardarelli per una manifestazione di solidarietà per Lucia che ha cominciato uno sciopero della fame e per un’opera di sensibilizzazione sulla tragedia di Giugliano. Domani 5cm dalle ore 15,00 in poi presidio presso l’ingresso di taverna del re, per bloccare i tir.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche e a tutti i cittadini, affinchè assicurino una loro presenza presso il presidio, per lanciare l’ennesimo grido di disapprovazione, opponendosi con i propri corpi allo scempio che si sta consumando sulla salute dei cittadini.
Solo una partecipazione massiccia può fermare i tir, quindi la tua presenza è necessaria.
Siprega di dare la massima diffusione e si chiede la presenza di telecamere e giornalisti.
Mimmo Di Gennaro
Presidio a Taverna del Re
Una sintesi dell’asseblea del presidio
Non ci sono più parole per commentare l’ennesima proroga all’apertura di Taverna del Re.
Ieri sera i cittadini recatisi al sito per controllare l’effettiva chiusura annunciata dal Prefetto De Gennaro con l’ordinanza 98, si sono trovati alla presenza di un dirigente del Comissariato, il dott. Reppucci, che annunciando l’intenzione di tenere aperto il sito per altri 5 giorni, ha inscenato una “trattativa”davvero sui generis, in cui unica possibilità di scelta per i comitati era accettare le decisioni prese.Prendere o lasciare.
Questa è la”democrazia” offerta a chi da mesi si sta sacrificando per il proprio territorio manifestando in maniera civile e non violenta. Ringraziamo il commissariato per la”delicatezza” di averci mandato un suo rappresentante di persona, ma crediamo che la democrazia sia ben altra cosa. La democrazia è ascoltare la voce di popolazioni martoriate da milioni di tonnellate di ecoballe, la democrazia è mantenere i patti con icittadini, la democrazia è non infierire su una popolazione che ha già dato tantissimo solo perchè esprime proteste civili e facilmente contrastabili, la democrazia è mandare le forze dell’ordine areprimere chi sversa rifiuti tossici non a reprimere manifestazioni che rivendicano giuste ragioni, la democrazia è perseguire il bene dei cittadini non quello delle imprese che lucrano sullo sversamento a Taverna del Re. La democrazia è capire , dopo il gesto disperato di Lucia, che il nostro territorio è giunto al limite della sopportazione.
Come se non bastasse sono continuate al presidio le forme di intimidazione nei confronti dei cittadini presenti da parte delle forze dell’ordine: continue foto alle persone presenti, richieste di documenti per identificazioni.
Ma dopo mesi e mesi di manifestazioni civili, quali sono gli atti che giustificano tanto accanimento verso le persone? Quali sono gli atti offensivi (mai avvenuti) che si vorrebbero evitare? E’ solo intimidazione ed accanimento verso persone che hanno sempre protestato in maniera inerme, atti che paradossalmente servono solo ad innalzare la tensione, forse nella speranza recondita che qualcuno possa davvero realizzare qualche gesto sconsiderato per poi giustificare una repressione più accanita. Per questo si rinnova l’appello a non accettare provocazioni, a continuare a manifestare in maniera ferma ma civile e non violenta le nostre ragioni, a continuare la nostra lotta per una democrazia dal basso in maniera collettiva senza gesti individuali che servono solo a dividerci e a giustificare repressioni.
Assordante, come sempre l’assenza della politica, dei parlamentari locali, del sindaco, dei consiglieri comunali, degli assessori, delle forze politiche che utilizzano la questione di Taverna del Re solo a proprio uso e consumo, quando questa serve ad attaccare qualche loro contendente elettorale. Nonostante loro continueremo la nostra protesta, cercando, quando possibile e nelle forme sempre attuate, di bloccare l’afflusso dei camion perchè si sappia che a Giugliano c’è ancora uno scampolo di democrazia.
Il prossimo appuntamento è alle ore 15.00 presso l’ospedale Cardarelli per una manifestazione di solidarietà per Lucia che ha cominciato uno sciopero della fame e per un’opera di sensibilizzazione sulla tragedia di Giugliano. Domani 5cm dalle ore 15,00 in poi presidio presso l’ingresso di taverna del re, per bloccare i tir.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche e a tutti i cittadini, affinchè assicurino una loro presenza presso il presidio, per lanciare l’ennesimo grido di disapprovazione, opponendosi con i propri corpi allo scempio che si sta consumando sulla salute dei cittadini.
Solo una partecipazione massiccia può fermare i tir, quindi la tua presenza è necessaria.
Siprega di dare la massima diffusione e si chiede la presenza di telecamere e giornalisti.
Lele Gargiulo
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Sul Convegno di Salerno
La dottoressa Patrizia Gentilini interviene al dipartimento di chimica dell’Università di Salerno nell’ambito del seminario sul ciclo dei rifiuti. La Gentilini, in particolare, illustra i grossi rischi per la salute umana connessi all’incenerimento dei rifiuti. 29 febbraio 2008
Prima parte: http://video.google.it/videoplay?docid=-8413586170392562250
Seconda parte: http://video.google.it/videoplay?docid=-1581993088236296530
Operazione “Fiato sul collo” (amici di Beppe Grillo di Napoli) Ingegner Bonomo, vice-direttore A2A Inceneritore di Brescia:http://www.youtube.com/watch?v=69Rjhvt-2Ew
Intervenuto al convegno organizzato a palazzo Sant’Agostino il 29 febbraio 2008 dal Pd (convegno-vetrina per sponsorizzare l’inceneritore di Salerno, voluto da Vincenzo De Luca e dall’Asm (A2A) di Brescia) Corrado Martinangelo viene vivacemente contestato.”Fra 10 minuti parto per Sanremo per presentare il salone della mozzarella”, e diverse voci insorgono a contestare Martinangelo.Martinangelo, tra l’altro, era intervenuto al convegno in sostituzione del sindaco di Salerno, on. Vincenzo De Luca, che avvertito del clima di contestazione è rimasto a casa sua. Attualmente Martinangelo, fedelissimo di De Luca, è assessore all’agricoltura e foreste della Provincia di Salerno
http://www.youtube.com/watch?v=rvY2A_aUxz0
Il momento più drammatico del convegno-vetrina del 29 febbraio 2008, organizzato dal Pd per propagandare le tesi dell’inceneritore a Salerno.Tra i relatori erano infatti presenti diversi esponenti della cordata inceneritorista facente capo all’Asm di Brescia, tra cui l’avv. Ada De Cesaris e l’ing. Antonio Bonomo, vice direttore generale dell’Asm di Brescia.Quando il moderatore, Marcello De Domenico, afferma “Tanto voi le scelte le subirete comunque”, in sala la tensione diventa pesantissima.Ricordiamo che all’incontro-vetrina avrebbero dovuto partecipare l’on. Vincenzo De Luca (sindaco di Salerno), Angelo Villani (presidente della Provincia di Salerno) e Renzo Capra (presidente A2A-Asm di Brescia). Nessuno dei 3, per ragioni misteriose, ha poi partecipato al convegno.